
Elezioni regionali Italia 2025-26: regioni al voto e come votare
Tenere traccia del calendario elettorale regionale italiano è diventato complesso: sette regioni hanno votato in finestre diverse tra settembre e novembre 2025, e le date per il 2026 non sono ancora ufficiali. Questa guida ti aiuta a orientarti tra le elezioni regionali del 2025 e quelle in arrivo, con date, procedure e differenze tra statuto ordinario e speciale.
Regioni a statuto ordinario: 15 ·
Regioni a statuto speciale: 5 ·
Ultima tornata elettorale regionale: 2025 (7 regioni) ·
Prossima tornata prevista: 2026 ·
Frequenza delle elezioni regionali: Ogni 5 anni
Panoramica rapida
- Nel 2025 hanno votato 7 regioni (Sky TG24)
- Il voto richiede documento d’identità e tessera elettorale (Corriere della Sera)
- Date ufficiali per le elezioni regionali 2026 non ancora fissate
- Elenco definitivo delle regioni al voto nel 2026 dipende da eventuali elezioni anticipate
- 2025: elezioni in Marche, Valle d’Aosta, Calabria, Toscana, Campania, Puglia, Veneto (Regione Emilia-Romagna)
- 2026: presumibili elezioni nelle regioni a statuto ordinario rimanenti
Le elezioni regionali italiane non seguono un election day unico: sette regioni hanno votato in finestre diverse tra settembre e novembre 2025. Per chi segue il ciclo elettorale, questo significa che tenere traccia del calendario è essenziale per non perdersi la propria tornata.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Regioni a statuto ordinario | 15 |
| Regioni a statuto speciale | 5 |
| Durata mandato | 5 anni |
| Ultime elezioni (2025) | 7 regioni |
| Prossime elezioni (2026) | Date da definire |
Quali sono le prossime elezioni regionali in Italia?
Per capire quali regioni andranno al voto, bisogna distinguere tra quelle che hanno già celebrato le elezioni nel 2025 e quelle il cui mandato scadrà nei prossimi mesi. Il quadro è disomogeneo: le regioni a statuto ordinario hanno cicli quinquennali che si sono sfasati nel tempo.
Regioni al voto nel 2025: Marche, Toscana, Calabria, Veneto, Piemonte, Lazio (e altre)
Nel 2025, sette regioni hanno tenuto elezioni per il rinnovo del presidente della giunta e del consiglio regionale. Le date non sono state uniformi, come stabilito dal Consiglio di Stato che ha fissato il termine ultimo entro il 23 novembre 2025 (Sky TG24).
- Marche: 28 e 29 settembre 2025 (Sky TG24)
- Valle d’Aosta: 28 settembre 2025 (Regione Emilia-Romagna)
- Calabria: 5 e 6 ottobre 2025 (Regione Emilia-Romagna)
- Toscana: 12 e 13 ottobre 2025 (Regione Emilia-Romagna)
- Campania, Puglia e Veneto: 23 e 24 novembre 2025 (Regione Emilia-Romagna)
La distribuzione delle elezioni su più finestre, invece di un unico election day, crea un carico amministrativo differenziato per le amministrazioni regionali. Per l’elettore, significa che le date variano da regione a regione e vanno verificate caso per caso.
Prossime elezioni regionali in Lazio e Piemonte
Le elezioni regionali in Lazio e Piemonte si sono già tenute rispettivamente nel febbraio 2023 (con elezioni anticipate per il Lazio) e nel 2024 per il Piemonte (a seguito delle dimissioni del presidente uscente). Per queste regioni, la prossima scadenza naturale è fissata al 2028 per il Lazio e al 2029 per il Piemonte, salvo scioglimenti anticipati del consiglio regionale.
Il dato interessante: chi segue le elezioni regionali spesso si confonde tra le scadenze di Lazio e Piemonte perché entrambe sono regioni chiave per popolazione e peso politico. La finestra di voto per entrambe, quando si terranno nuovamente, sarà probabilmente in autunno, come da prassi consolidata.
Il quadro: le regioni che hanno votato nel 2025 non torneranno al voto prima del 2030. Per chi cerca le “prossime elezioni regionali”, l’attenzione si sposta sulle regioni a statuto ordinario che non hanno votato nel 2025.
Il succo: Lazio e Piemonte hanno già votato in anticipo rispettivamente nel 2023 e 2024, spostando le loro prossime scadenze al 2028 e 2029. Per l’elettore che segue il calendario, ciò significa concentrarsi sulle regioni a statuto ordinario che non hanno votato nel 2025.
Quando si terranno le elezioni regionali in Italia nel 2026?
Al momento non sono state fissate date ufficiali per le elezioni regionali del 2026. Per tradizione, le tornate elettorali regionali in Italia si svolgono in autunno, tra settembre e novembre, con la maggior parte dei seggi aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15 (Corriere della Sera).
Date ufficiali per le elezioni regionali 2026 (ancora da definire)
Il Ministero dell’Interno, in accordo con le regioni interessate, fisserà le date con un decreto di indizione, di solito 60-90 giorni prima della scadenza naturale del mandato. Poiché le regioni a statuto ordinario hanno mandati quinquennali che si concludono in momenti diversi, il calendario 2026 sarà più chiaro solo a partire dalla primavera dello stesso anno.
Regioni che voteranno nel 2026
Le regioni a statuto ordinario che non hanno ancora votato nel 2025 e il cui mandato non è stato oggetto di elezioni anticipate sono candidate a votare nel 2026. Tuttavia, l’elenco definitivo dipende da due fattori: le eventuali elezioni anticipate (scioglimento anticipato del consiglio regionale da parte del presidente della regione) e l’esatto scadere dei mandati. Al momento, non esiste un elenco ufficiale pubblicato dal Ministero dell’Interno.
Il punto: per chiunque debba programmare il voto — sia elettori che partiti — l’incertezza sulle date 2026 è il principale ostacolo. Tenere d’occhio il sito del proprio Comune di residenza e il portale del Ministero dell’Interno resta la strategia più sicura.
Il succo: Le date del 2026 restano indefinite fino alla primavera, quando il Ministero dell’Interno pubblicherà i decreti di indizione. Per l’elettore, controllare periodicamente i canali ufficiali comunali è l’unica strategia certa per non perdere la propria tornata.
Ogni quanto si vota per le elezioni regionali?
La Costituzione e le leggi regionali stabiliscono che il mandato del presidente della giunta regionale e del consiglio regionale duri 5 anni. Tuttavia, esistono eccezioni: elezioni anticipate possono essere indette in caso di dimissioni volontarie del presidente, approvazione di una mozione di sfiducia o impedimento permanente.
Frequenza quinquennale delle elezioni regionali
La regola generale è chiara: si vota ogni 5 anni, a meno che non intervengano eventi che portano allo scioglimento anticipato. Questo è il sistema in vigore per tutte le 20 regioni italiane, sia a statuto ordinario che speciale, anche se per queste ultime esistono norme specifiche che possono variare la finestra di voto.
Possibili elezioni anticipate
Le elezioni anticipate si verificano quando il consiglio regionale viene sciolto prima della scadenza naturale. I motivi possono includere l’approvazione di una mozione di sfiducia costruttiva, le dimissioni del presidente o l’impossibilità di formare una maggioranza stabile. In questi casi, si vota entro 90 giorni dallo scioglimento.
La conseguenza: per chi segue le dinamiche politiche regionali, le elezioni anticipate rappresentano una variabile che può spostare l’asse del calendario elettorale. Un esempio recente: il Piemonte ha votato in anticipo nel 2024 rispetto alla scadenza naturale del 2025.
Il succo: La regola dei 5 anni è la norma, ma le elezioni anticipate — come accaduto in Piemonte nel 2024 — possono ridefinire i calendari. Per l’elettore, la variabile anticipo richiede attenzione costante alle comunicazioni istituzionali.
Come si vota per le elezioni regionali?
Il meccanismo di voto per le elezioni regionali è simile a quello delle politiche, ma con alcune differenze sostanziali. Chi vota per la prima volta o dopo molto tempo potrebbe trovare utili alcune indicazioni pratiche.
Requisiti per votare (cittadinanza, residenza, età)
Per votare alle elezioni regionali è necessario essere cittadini italiani maggiorenni (18 anni compiuti entro il giorno delle elezioni) e residenti nella regione in cui si vota. I cittadini italiani residenti all’estero votano per corrispondenza solo per le elezioni politiche, non per le regionali: per queste ultime devono tornare in Italia o delegare il voto.
Documenti necessari e modalità di voto
Per votare servono un documento d’identità valido e la tessera elettorale (Corriere della Sera). Il voto può essere espresso solo per il candidato presidente, oppure per una lista collegata, oppure con voto disgiunto (candidato presidente di uno schieramento e lista di un altro) (Corriere della Sera). In alcune regioni è possibile esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio regionale (Corriere della Sera).
- Verifica di essere iscritto alle liste elettorali del tuo comune di residenza.
- Controlla di avere la tessera elettorale in corso di validità; se smarrita o danneggiata, richiedi un duplicato al tuo comune.
- Presentati al seggio con un documento d’identità valido (carta d’identità, passaporto o patente) e la tessera elettorale.
- Esprimi il voto sulla scheda: puoi votare solo per il candidato presidente, per una lista collegata, o con voto disgiunto.
- In alcune regioni, puoi esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio regionale, scrivendo il cognome o il nome e cognome.
- Ripiega la scheda e consegnala al presidente di seggio.
Per l’elettore alle prime armi, il voto disgiunto è la novità più significativa rispetto alle elezioni politiche: consente di separare la scelta del presidente da quella della lista regionale, una flessibilità che richiede attenzione nel segnare la scheda.
Il succo: Per l’elettore, il voto regionale richiede documenti validi e offre opzioni come il voto disgiunto e le preferenze. Le differenze tra regioni a statuto ordinario e speciale possono influenzare le modalità di voto, quindi verificare le norme locali è fondamentale.
Quali regioni hanno già votato nel 2025?
Nel 2025 si sono tenute elezioni in 7 regioni: Marche, Toscana, Calabria, Veneto, Campania, Puglia e Valle d’Aosta (Regione Emilia-Romagna). I risultati hanno portato alla riconferma di alcuni presidenti uscenti e al cambiamento in altre regioni. L’affluenza è stata in calo rispetto alle precedenti elezioni.
Elezioni regionali 2025: risultati e affluenza
I dati di affluenza per le elezioni 2025 mostrano un calo rispetto alle tornate precedenti, con una partecipazione media inferiore al 60% in diverse regioni. I risultati hanno visto la riconferma di presidenti uscenti in Veneto e in Campania, mentre in Toscana e Marche si è registrato un cambiamento di maggioranza (Sky TG24).
Regioni a statuto speciale coinvolte
Tra le regioni a statuto speciale, la Valle d’Aosta ha votato il 28 settembre 2025 (Regione Emilia-Romagna). Per le altre quattro regioni a statuto speciale (Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia), le elezioni si terranno in anni diversi, con scadenze che non coincidono necessariamente con il ciclo quinquennale delle regioni ordinarie.
Il succo: Le elezioni 2025 confermano un calo di affluenza e alternanze al governo regionale. Per l’osservatore, la Valle d’Aosta come unica regione speciale al voto dimostra la disomogeneità dei calendari tra statuto ordinario e speciale.
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Domande frequenti
Posso votare alle elezioni regionali se vivo all’estero?
No, i cittadini italiani residenti all’estero possono votare per corrispondenza solo per le elezioni politiche e i referendum. Per le elezioni regionali, è necessario essere residenti nella regione in cui si intende votare. In alternativa, è possibile tornare in Italia per votare o delegare il voto a un familiare residente nella stessa regione.
Cosa succede se perdo la tessera elettorale?
Se la tessera elettorale è smarrita, danneggiata o esaurita nei spazi per i timbri, puoi richiedere un duplicato al tuo comune di residenza. La richiesta può essere presentata di persona o tramite un delegato, e il comune rilascia la nuova tessera di solito in tempo reale o entro pochi giorni. Si consiglia di verificare gli orari di apertura degli uffici elettorali.
Le elezioni regionali sono sempre a ottobre?
Non necessariamente. La tradizione vuole che le elezioni regionali si svolgano in autunno, tra settembre e novembre, ma non esiste una data fissa. Nel 2025, ad esempio, le elezioni si sono tenute tra fine settembre e fine novembre. La finestra autunnale è la più comune, ma sono possibili elezioni in altre stagioni, specialmente in caso di elezioni anticipate.
Quali sono i principali partiti che si candidano alle regionali?
I partiti che si candidano alle elezioni regionali variano da regione a regione, ma generalmente includono i principali schieramenti nazionali: Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Lega, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Alleanza Verdi e Sinistra. A questi si aggiungono liste civiche e movimenti regionali specifici, che possono avere un peso significativo a livello locale.
Come si elegge il presidente della regione?
Il presidente della regione viene eletto direttamente dai cittadini con voto popolare. Il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti (anche senza raggiungere il 50%) vince, a meno che non sia prevista una soglia di sbarramento specifica per la regione. Il presidente eletto nomina poi la giunta regionale (assessori) e resta in carica per 5 anni, salvo dimissioni o sfiducia.
Cosa vota il consiglio regionale?
Il consiglio regionale è l’organo legislativo della regione: approva le leggi regionali, elegge il presidente della giunta (se non eletto direttamente), e controlla l’operato dell’esecutivo regionale. I consiglieri regionali durano in carica 5 anni e vengono eletti con il sistema proporzionale, con eventuali premi di maggioranza per la coalizione vincente.